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La scelta degli indirizzi storiografici “proponibili” dal Museo, più che condizionata è stata pressochè obbligata per essersi trovato il territorio oggetto di analisi e racconto (Nordest Veneto – Carinzia - Slovenia) al centro di epocali avvenimenti bellici che ne hanno messo in risalto l’imprescindibile valenza strategico-militare.

Di questi epocali avvenimenti, tre in particolare sono quelli che maggiormante o definitivamente hanno inciso sull’assetto geo-politico, nazionale-istituzionale, etnico-linguistico, demografico e socio-economico del tarvisiano ed aree contermini.

Essi sono stati individuati:

 

  • Nelle campagne napoleoniche antiasburgiche condotte dall’Armata d’Italia a cavallo dei secoli XVIII e XIX che, oltre ad affidare alla storia militare l’importanza delle vie tattiche del Predil e della Raccolana nonché della stretta di Malborghetto, hanno creato le premesse per la realizzazione di quella “Fortificazione carinziana” le cui vestigia sono fra i pochi monumenti storici del Tarvisiano.

 

  • Nel teatro operativo della 1ª guerra mondiale (1915-1918) interessante la fronte italo-austriaca nel settore carnico-giulio-carinziano con l’incidenza di Caporetto e la conclusione vittoriosa del conflitto che ha consentito al Regno d’Italia di acquisire, superato lo spartiacque di Camporosso, la conca di Tarvisio e di stabilire così il nuovo confine di Stato.

 

  • Nel contesto degli avvenimenti della 2ª guerra mondiale che hanno interessato il Tarvisiano per essere esso stato:

 

~ base di partenza, supportata dalla fortificazione permanente che andò sotto il nome di Vallo Littorio, per le operazioni di occupazione del territorio jugoslavo nell’aprile-maggio 1941.

~ oggetto di contenzioso internazionale per la definizione dei confini al termine del conflitto.

 

Il compendio storico testè citato presenta, dal punto di vista del racconto museale, innegabili vantaggi potendosi disporre:

 

  • Di ampia letteratura ed ampia documentazione di archivio (anche di diversa nazionalità) che consentono un’attività di indagine interpretativa comparata e quindi più affidabile.

  • Di reperti ed oggettistica di corredo maggiormente accessibili e acquisibili di altri appartenenti a periodi storici più datati.

 

Poiché per storiografia deve intendersi che la narrazione degli eventi storici si ispiri a determinati principi metodologici si è dovuto necessariamente fare riferimento soprattutto all’utenza.

Quindi oltre a creare le condizioni per uno stimolante e gradevole ravvivamento della “memoria storica” e per un eventuale proficuo approfondimento di zone in “chiaroscuro” (utenza preparata e smaliziata) ci si è dovuti preoccupare di quanti anagraficamente e/o culturalmente sono in fase di apprendimento e di approccio al particolare comparto, quello storico.

Di qui la necessità di un contenitore didattico ampio per dimensione informativa e cronologia sicchè la narrazione della micro-storia del territorio non apparisse avulsa dal contesto epocale degli avvenimenti, degli uomini e dai fattori politici che li hanno ispirati.